La nascita della Filosofia: dal periodo mitico e mitologico al periodo delle origini della filosofia/IIb


Prof. Ivo Mandarino


 Abbiamo visto, seppur in modo un po' veloce ed anzi a rapido volo d'uccello, la parte introduttiva circa la nascita della filosofia cercando di soppesare ed argomentare quel che c'era prima della filosofia formalmente intesa, chiarendo comunque che le domande, oggetto di studio della filosofia sono sempre state poste dall'uomo.

La parola "filosofia" in quanto tale compare, infatti, relativamente tardi e pare che sia stata utilizzata per la prima volta da Pitagora che intese darne definizione completa affermando che i filosofi sono quelle persone che contemplano, meditano, in modo disinteressato a differenza delle altre persone che si occupano di affari, lavorano, contrattano, commerciano per vivere facendo di queste ultime le loro attività di vita.

Dunque, una prima delineazione si verifica allorquando bisogna identificare le differenze tra ciò che rientra nella sfera pratica, pubblica e ciò che rientra nella sfera privata, personale, intima, spirituale e trascendente.

Chi si occupa, in senso prevalente, di questa ultima attività è il filosofo che è anche saggio allorquando lo fa con carattere di esclusività e perviene ad un livello di maturità interiore tale da poter essere identificato come saggio, sapiente.

Ed è, in effetti, proprio la sapienza cui pervenivano, sostanzialmente i Sette Saggi con i loro scritti di etica.

All'inizio furono considerati dei sofisti, come lo fu Pitagora, del resto: questo voleva dire che si occupavano non solo della contemplazione ma - più genericamente parlando - si occupavano di ricerca disinteressata.

All'inizio filosofare voleva proprio dire essere liberi di ricercare senza avere una necessità pratica di farlo. Questa era la definizione che ritroviamo anche in alcuni passaggi delle opere di Erodoto e di Tucidide.

Un fattore che sicuramente ha favorito la nascita della filosofia è stata la dinamicità delle colonie greche della Ionia e quindi, in generale, l'attività fluida della Grecia e della Magna Grecia (Italia del Sud, principalmente) in cui il clima intellettualmente fervido di rielaborazione concettuale si andava confrontando con le idee "in loco" e ciò generava libera circolazione di idee ed esperienze. Il modello democratico delle pòleis (delle città) sanciva un dato di fatto in termini di democrazia applicata ed una nuova "spallata" ai modelli del passato. 

In seguito la filosofia determina i propri campi di intervento precisando che:

a) per filosofia si intende quel metodo, chiamato anche "episteme" con cui ogni disciplina analizza il proprio oggetto di studio passando attraverso vari passaggi. E' cioè il modo con cui si sviluppa la ricerca intorno ad un dato oggetto partendo da tesi, ipotesi, prove, dimostrazioni, confutazioni e sviluppando così un percorso logico-critico ben delineato. E' il modo di fare ricerca;

b) la seconda caratteristica per identificare la filosofia sono le parti fondamentali attraverso cui si deve costituire. Queste parti sono la metafisica, la gnoseologia, la logica e l'etica. La metafisica viene così chiamata per un duplice ordine di motivi: intanto in sé vuol dire che è quella disciplina che va al di là e sopra la fisica (che si occupa dei fenomeni terrestri) occupandosi di tutto ciò che è trascendente ed andando al di là delle pure apparenze, è intesa come dottrina di ciò che va alle cause fondanti, all'essenza, alla finalità delle cose. Inoltre il termine venne rinforzato dalla ricerca medioevale che, letteralmente, stava ad indicare "ciò che va al di là della fisica" o "ciò che va oltre la fisica" o dopo la fisica facendo riferimento al fatto che nelle opere di Aristotele tutto ciò che viene dopo la fisica inteso come patrimonio scritturale arriva dopo, quindi è successivo alla fisica. Due significati, dunque, per dire che la metafisica va al di là della fisica. Sia in senso materiale, fisico, per l'appunto!; sia in senso figurato e trascendente, appunto metafisico. Passiamo ora alla definizione di gnoseologia: letteralmente è una parola composta da altri due termini greci che vogliono significare rispettivamente "conoscenza" e "discorso". Dunque, da ciò comprendiamo come sia quella parte di filosofia che si occupa dei problemi relativi alla conoscenza nel suo insieme. Dobbiamo poi definire la logica dicendo che è quella parte della filosofia che si occupa di quel che esprimiamo nei nostri discorsi e le modalità con cui formuliamo i nostri ragionamenti. Concludiamo con l'etica , cioè con quella parte di filosofia che si occupa di morale, ovvero quella parte di filosofia che si occupa del nostro comportamento ed analizza sia come noi ci comportiamo nella prassi, sia come dovremmo comportarci, parlando cioè dei principi primi che fondano ciò su cui si deve basare il nostro agire. Un agire che deve essere puro, cioè scevro da ogni implicazione di natura pratica finalizzata al perseguimento di un vantaggio diretto od indiretto, in modo, dunque totalmente disinteressato.

Per queste sue caratteristiche, allora, la filosofia fu intesa come la massima scienza, la più importante e la più nobile di tutte e venne considerata quella che studia - epistemologicamente - l'oggetto delle altre scienze e ne garantisce la veracità e veridicità. Inoltre, ha una sua implicazione pratica che prevede il fatto calata nella quotidianità diventi la scienza dell'agire per il bene comune e, dunque, si trasforma in scienza politica.

La filosofia, dunque, nacque tra il VII ed il VI secolo a.C. e si distinse per essere caratterizzata da vere scuole, talune delle quali prevedevano anche la possibilità di forme di vita contemplativa comunitaria dopo previo accertamento dei requisiti. Non vi furono veri filosofi "autonomi" ma tutti erano associati ad una scuola di pensiero. In questo modo si stabiliva proprio una forma di solidarietà di pensiero tra tutti gli esponenti della scuola stessa.

I problemi su cui ci si interrogava, all'inizio, erano di natura prettamente pratica, legati allo studio di materie che si occupano di oggetti concreti, come la geometria, ad esempio.

Non deve stupire il fatto che, tra i primi filosofi di cui dobbiamo parlare, vi sono Talete, Euclide, Pitagora che, molti, ricorderanno per gli interessi nell'ambito della matematica e della geometria. Nello studio di questa parte compariranno delle vecchie conoscenze che abbiamo già incontrato nello studio di altre discipline e ciò non deve stupire perché anche in seguito troveremo filosofi come Pascal, Descartes (Cartesio, gli assi cartesiani,...) che molto fecero per lo studio e lo sviluppo di altre discipline.

E' pur vero che filosofi come Talete, Euclide, Anassimene, Anassimandro e, in generale, tutti quelli che vedremo nel primo periodo avevano, comunque, un'autonomia di pensiero e di vita ma, ad iniziare da Pitagora abbiamo la creazione di scuole che sono Accademie e prevedono la possibilità, in quanto associazione, di vivere comunitariamente. Caso questo, della vita tout court, meditativa e comunitaria piuttosto singolare poiché all'attività di pensiero si associava anche attività di ricerca e l'una rafforzava l'altra.

La singolarità della Scuola di Pitagora risiede nel fatto di essere oltre che una scuola filosofica anche una vera associazione religiosa e politica con la solidarietà quale elemento di unione tra tutti i componenti la scuola.

Per maggiore chiarezza interpretativa e per utilizzare un minimo di schematizzazione possiamo suddividere i periodi della grecità classica, filosoficamente parlando, in questo modo, periodizzando:

avremo così:

il periodo cosmologico: quella fase in cui l'oggetto di studio è trovare le caratteristiche dell'organizzazione del mondo e la conoscenza; interessa le scuole presocratiche ad eccezione dei sofisti.

il periodo antropologico: consideriamo anche i sofisti e Socrate. In modo superficiale pare che tra Socrate ed i sofisti vi possano essere delle similitudini e convergenze. In realtà è una somiglianza di pura apparenza metodologica. Nulla, infatti, è più lontano da Socrate dei Sofisti che ricercava la verità. I sofisti, invece, sono stati definiti degli "abili giocolieri delle parole" e vogliono soltanto rendere vincente un argomento perdente, cercando solo di argomentarlo in modo verosimile ma non veritiero: fatto gravissimo per la filosofia il cui scopo è di ricercare, appunto, la verità!  

il periodo ontologico: è quello rappresentato dalle ricerche e dagli studi e dall'elaborazione concettuale di Platone e di Aristotele. Il pensiero greco ha raggiunto ormai la sua piena maturità ed è fervido di conoscenze e di competenze. I problemi delle due fasi precedenti vengono riproposti e ri-attualizzati, ridefiniti, rielaborati. Il loro oggetto di studio è l'argomentazione profonda sull'uomo, le sue caratteristiche spirituali ed il mondo ed anche ci si interroga sul rapporto uomo/mondo.

il periodo etico: un periodo caratterizzato dal pensiero post aristotelico in cui la concentrazione dell'elaborazione concettuale si sposta sul comportamento e sulla condotta dell'uomo. Tra le scuole maggiormente importanti abbiamo lo stoicismo, l'epicureismo, lo scetticismo e l'eclettismo.

il periodo religioso: è quel periodo che si aggancia dalla fase antica al Medioevo, passa dal mondo greco (che pure rimane fervido di grandi evoluzioni concettuali) a quello romano e, in un qualche modo, presenta personalità del calibro di Boezio, ad esempio che alcuni hanno definito come l'"ultimo dei romani ed il primo dei medioevali"  

In questa puntata parliamo ancora delle fonti del pensiero greco antico dicendo che abbiamo avuto la fortuna di poter avere molto materiale consultabile per ricostruire il pensiero dei singoli autori, grazie alle traduzioni dalle lingue antiche come il Greco (soprattutto) ed il Latino e grazie alla paziente opera di ricopiatura dei monaci amanuensi del periodo soprattutto medioevale. Molto dobbiamo anche per il reperimento delle fonti all'attività lodevole ed incessante degli archeologi ed alle testimonianze coeve rispetto alla vita ed alle opere degli autori da parte dei contemporanei, soprattutto degli storici come Diogene Laerzio che scrisse - appunto - un corposo "Vite e dottrine dei filosofi" ed inoltre ai dossografi, cioè a quegli scrittori che riportarono, come una cronaca, quello che veniva attribuito ai filosofi. In questo senso l'attività di Teofrasto e di Ippolito, fu incessante. 

La prossima volta inizieremo a calarci nella filosofia vera e propria trattando in successione i vari filosofi e le varie scuole. Naturalmente parleremo degli ionici di Mileto (Talete, Anassimene ed Anassimandro).

A presto, arrivederci!

Prof. Ivo Mandarino                           

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